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Contenuti verticali: cosa considerare prima di produrli

I contenuti video in formato verticale sono ormai lo standard su gran parte delle piattaforme social: Instagram, TikTok e YouTube Shorts hanno costruito intere esperienze utente attorno a questo formato. Prima di iniziare a produrre un video verticale, però, è importante fermarsi a considerare alcuni elementi che ne determinano davvero l'efficacia, al di là della semplice estetica.

Il primo elemento è l'obiettivo: un video pensato per aumentare la notorietà di un brand ha regole diverse rispetto a un contenuto pensato per generare una conversione diretta. I primi tre secondi, in entrambi i casi, restano determinanti: sono il momento in cui l'utente decide se continuare a guardare o scorrere oltre, ed è qui che si gioca gran parte del successo di un contenuto.

Il secondo elemento è la durata. Non esiste una lunghezza perfetta valida per ogni piattaforma e ogni pubblico, ma esiste un principio generale: un contenuto dovrebbe durare esattamente il tempo necessario a comunicare la propria idea, non un secondo di più. Video troppo lunghi rischiano di perdere l'attenzione, video troppo brevi rischiano di non lasciare un messaggio chiaro.

Il terzo elemento riguarda l'accessibilità: la maggior parte degli utenti guarda i video sui social senza audio, almeno nei primi istanti. Questo significa che sottotitoli, testo in sovrimpressione e un buon montaggio visivo non sono un dettaglio estetico, ma una componente essenziale della strategia, capace di determinare se un messaggio arriva davvero a destinazione oppure no.

Infine, un contenuto verticale efficace nasce sempre da un lavoro di squadra tra chi scrive, chi gira e chi monta: un buon copione, una buona ripresa e un buon montaggio devono lavorare nella stessa direzione. È questo il metodo che applichiamo ogni volta che produciamo contenuti video per i nostri clienti o per i canali social di TorinoCronaca, cercando sempre l'equilibrio tra qualità editoriale e linguaggio dei social.